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Routine serale bambini: perché “fare sempre le stesse cose” non basta (e cosa funziona davvero)

Se la routine serale bambini ti sembra “giusta” ma la serata non si spegne, non sei tu.

Ceniate, bagno, pigiama, storia… eppure la serata non si calma.
Anzi: spesso si accende proprio quando dovrebbe calmarsi.

E allora ti parte quel dialogo interno che conosco benissimo (perché l’ho visto in tantissime famiglie, e perché ci sono passata anch’io):

  • “Ma com’è possibile… facciamo sempre le stesse cose.”
  • “Forse la routine non serve a niente.”
  • “Forse sto sbagliando qualcosa e non lo capisco.”

Se la routine serale bambini sembra non funzionare più: non sei tu.
E no: non significa che “è fatto così” e basta.

Significa solo una cosa molto precisa:

Una routine non funziona perché è ripetuta.
Funziona quando aiuta il suo corpo e il suo cervello a passare dall’attivazione alla sicurezza.

Ed è qui che cambia tutto.

Routine serale bambini: perché la routine “perfetta” a volte non funziona

Molte routine sono… bellissime sulla carta.
Ma hanno un problema: trattano la sera come un’agenda (“prima A, poi B, poi C”), quando in realtà la sera è una transizione neurobiologica.

Dopo una giornata piena di stimoli (anche una giornata “normale”):

  • il corpo è ancora in modalità “azione”
  • il cervello è ancora in modalità “controllo / eccitazione”
  • le emozioni sono ancora “a galla” (e spesso emergono proprio quando finalmente ci si ferma)

Quindi può succedere che:

  • tuo figlio collabora tutto il giorno… e poi “esplode” quando spegni la luce
  • nel letto diventa improvvisamente iperattivo
  • ti chiama mille volte con richieste “piccole” (sete, pipì, un’altra storia), ma sotto sotto sta chiedendo altro: connessione + regolazione

Se ti piace un’immagine semplice:
👉 la routine non è una scaletta. È un ponte.
E un ponte deve reggere il peso di quello che c’è dietro.

Routine serale bambini: i 3 segnali che il sistema nervoso è ancora acceso

Se riconosci uno o più di questi punti, non hai bisogno di “più disciplina”. Hai bisogno di un ordine diverso.

1) Nel letto aumenta l’energia (anziché scendere)

Salta, rotola, canta, chiede di giocare, parla senza sosta.
Non è “sfida”: spesso è scarico tardivo.

2) Ci mette tantissimo ad addormentarsi (e sembra che niente lo calmi)

“Ci mette ore.”
“Ogni cosa lo eccita di più.”
“Nemmeno lui sa cosa vuole.”

Spesso è il cervello che sta dicendo:

“Sono ancora troppo attivo per rilassarmi. Ho bisogno di più sicurezza e meno stimoli.”

3) Ti cerca in modo “appiccicoso” o oppositivo

Ti vuole addosso, oppure ti respinge e poi ti rincorre.
Sono due facce della stessa cosa: ha bisogno di sentirsi al sicuro per lasciarsi andare.

Il principio che cambia tutto: prima connessione, poi cooperazione

Qui metto la tua bussola, quella che guida tutto il mio lavoro: un approccio rispettoso, basato su attaccamento, sviluppo e regolazione (non su tecniche che rompono la relazione).

Molti bambini non “collaborano” di più se li spingiamo.
Collaborano di più quando sentono:

  • “Ci sei.”
  • “Mi capisci.”
  • “Mi accompagni.”

Questo è coerente con ciò che insegna Gordon Neufeld: un bambino si lascia guidare più facilmente quando si sente in relazione. E con la prospettiva di Dan Siegel e Tina Payne Bryson: prima regolazione e connessione, poi apprendimento e cambiamento.

Traduco in pratico:

Se inizi la routine quando è già “alto”… e la routine è tutta richieste (“ora fai, ora smetti, ora vai”), è normale che la serata diventi una lotta.

Routine serale bambini in 3 fasi (che funziona davvero)

Questa è la struttura che uso (e riuso) con le famiglie.
Non perché sia “magica”, ma perché segue il corpo: prima scarica, poi scende, poi attraversa il passaggio (la transizione).

E c’è un filo che le unisce tutte e tre:

Connessione (il collante)

La connessione non è una fase “in più”. È il modo in cui attraversi le 3 fasi.
È quello che dice al suo cervello:

“Non sei solo. Ti accompagno. Possiamo calmarci insieme.”

Fase 1 — Scarico (prima del letto, non nel letto) | 5–10 minuti

Vogliamo dare al corpo un posto sicuro dove “svuotare” l’energia rimasta, così non deve farlo dopo… tra le coperte.

✅ È la fase più sottovalutata… e spesso la più decisiva per evitare il letto-trampolino.

Connessione dentro la fase: stai con lui, ridi, fai squadra. Non è “sfogati da solo”, è “scarichiamo insieme”.


Fase 2 — Calma (abbasso ritmo e stimoli) | 5–10 minuti

Vogliamo aiutare il sistema nervoso a “scendere” davvero: luci, voce, corpo, ambiente.

✅ Qui non serve fare tanto. Serve fare sempre uguale.

Connessione dentro la fase: contatto gentile, voce morbida, presenza. È il “ti vedo” che fa rilassare.


Fase 3 — Transizione | 2–3 minuti

Vogliamo rendere il momento del “via” un passaggio chiaro e sicuro, non un salto nel vuoto.

Gli stessi passi tutte le sere aiutano il suo cervello a pensare: “So cosa succede adesso. Posso lasciarmi andare.”

✅ Una transizione buona è un atterraggio, non un crollo.

Connessione dentro la fase: la tua coerenza è il suo appiglio. Poche parole, stessa energia, stesso finale.

Provala stasera (10 minuti)

Se non hai energie per rifare tutta la routine, fai solo questo:

  1. 5 minuti di scarico dopo cena (salti / percorso / ballare)
  2. Luci basse subito dopo
  3. Una frase fissa quando andate verso il letto

È poco… ma spesso è il primo passo che fa “scendere” la serata.

Una storia vera (quella che succede più spesso di quanto pensi)

Una mamma mi disse:

“Christina, la routine c’è. È sempre uguale. Ma ogni sera sembra di ricominciare da capo.”

Il loro piccolo ci metteva ore ad addormentarsi ed era sempre in allerta.
Sul letto non si fermava mai: voleva andare a salutare papà di là, poi un’altra storia, poi un po’ d’acqua… e intanto arrivavano le urla e le lacrime (le sue e quelle della mamma).

Non finiva più.

A quel punto le ho detto una cosa che spesso libera tantissimi genitori:

“Anche se la vostra routine è super consolidata e perfetta ‘da manuale’, non vuol dire che sia quella giusta per il vostro bambino.”

Il loro “problema” non era la scaletta.
È che tutta la routine era fatta di richieste e ordini (“lavati, vestiti, vieni, spegni, dormi”), senza scarico, senza una transizione vera, e senza quella connessione che fa sentire il cervello al sicuro.

Abbiamo cambiato solo 3 cose:

  • 10 minuti di scarico attivo dopo cena
  • Luci basse + transizione identica ogni sera
  • Connessione come filo per tutta la routine (pochi minuti, ma pieni)

Risultato?

Non è diventato “perfetto” in 24 ore.
Ma dopo pochi giorni la mamma mi ha scritto:

“È la prima volta che sento che la sera scende, invece di salire. Ieri sera si è addormentato in 15 minuti. Non ci posso credere.”

E per me questa è la misura più importante:
non “zero proteste”.
Ma più sicurezza e meno lotta.

Errori comuni (fatti con amore) che peggiorano la sera

  • Tagliare tutto il movimento perché “deve calmarsi” → e poi esplode a letto
  • Aggiungere mille attività “rilassanti” ma stimolanti (video, schermi, giochi rumorosi)
  • Fare una routine lunghissima (30–60 minuti) che diventa estenuante
  • Seguire il bambino invece di guidarlo con dolcezza
  • Cercare “la tecnica” invece della coerenza (oggi una cosa, domani un’altra)

La verità è che spesso serve meno roba… ma nell’ordine giusto.


Vuoi una routine serale bambini completa, passo-passo?

Se questo articolo ti ha fatto pensare: “Ok… ci siamo dentro e ho bisogno di una mano in più”, ecco la strada più semplice.

Dalla Cena alla Messa a Nanna

È il mio corso guidato per costruire una routine che:

  • regola il sistema nervoso
  • protegge la relazione
  • rende la sera più prevedibile (per lui e per te)
  • …e facilità un addormentamento sereno

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Se, oltre alle serate, il tema forte sono anche i risvegli notturni:

FAQ: domande che ricevo spesso

1) Quanto deve durare una routine serale bambini?

In media: 20–40 minuti, ma dipende dall’età e dal temperamento. Meglio corta e coerente che lunga e sfinente.

2) E se mio figlio chiede sempre “un’altra cosa”?

Spesso è un segnale di ansia di separazione o di transizione troppo brusca. Aiuta: connessione piena prima + frase fissa dopo la storia + confine dolce.

3) Se si agita appena entra nel letto, cosa significa?

Di solito significa che l’energia non è stata scaricata prima, oppure che la transizione è troppo rapida. Inserisci scarico attivo breve + connessione in braccio prima di accompagnarlo nel letto.

4) Posso usare la stessa routine per due fratelli di età diversa?

Sì: stessa struttura ma contenuti adattati. La chiave è fare insieme connessione e calma, e differenziare lo scarico.

5) E se piange?

Pianto non è automaticamente “danno”. La domanda è: è accompagnato?
Nel mio approccio, non si lascia piangere da solo: lo si accompagna, si regola, si costruisce sicurezza.


Routine serale bambini: perché “fare sempre le stesse cose” non basta (e cosa funziona davvero)

  • Intervista/episodio su “Bedtime battles” con Dr. Tina Bryson — molto utile per agganciare il tema: routine, difficoltà serali e strategie pratiche (soprattutto per famiglie stanche).
  • “The Power of Showing Up” (intervista) — rinforza l’idea che la presenza/co-regolazione costruisce sicurezza (e quindi rende più facile il “lasciarsi andare” la sera).
  • Taming Bedtime Monsters (quando la sera fa paura) — perfetto per il tuo punto: la notte è una separazione, quindi spesso serve “ponte” + sicurezza, non più ordini.
  • Bridging the Night: The Untapped Magic (Neufeld Institute) — centrato sul concetto di bridging e sul fatto che la sera è un momento delicato di separazione, dove la connessione cambia l’esperienza.

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