Se stai vivendo i risvegli notturni bambini come una roulette russa… prima di tutto, respira: non sei l’unica, e non significa che stai sbagliando.
Magari la tua serata è anche “a posto”. Magari fate la routine.
Eppure, la notte sembra non finire mai.
E dentro la tua testa girano pensieri tipo:
- “Ma è normale svegliarsi così spesso?”
- “Ha fame o è abitudine?”
- “Se lo aiuto subito, peggioro? Se aspetto, lo tradisco?”
Ti capisco. E ti dico subito la cosa più importante:
Un risveglio notturno non è automaticamente un problema.
Diventa un problema quando vi incastra in un ciclo che sfinisce tutti.
In questo articolo ti aiuto a fare chiarezza con uno sguardo gentile, realistico e pratico: cosa è normale, cosa può alimentare i risvegli, e quali piccoli cambiamenti spesso migliorano la notte senza forzature.
Risvegli notturni bambini: cosa è “normale” davvero?
Qui serve un reset delle aspettative. Perché se ti hanno promesso che “a 6 mesi dorme 12 ore filate”, è normale che tu ti senta… sbagliata.
In realtà, molti bambini continuano a svegliarsi nel primo anno (e spesso anche oltre), con grande variabilità individuale.
- L’American Academy of Pediatrics (HealthyChildren) ricorda che è normale che un bimbo di 6 mesi si svegli e poi si riaddormenti anche da solo dopo pochi minuti.
- Fonti NHS sottolineano che non tutti i bambini “allungano” allo stesso modo: alcuni iniziano a dormire più ore, altri no, ed è dentro un range fisiologico.
- Uno studio su lattanti 6–12 mesi riporta risvegli notturni molto frequenti nel campione osservato.
Quindi sì: i risvegli notturni bambini possono essere normali.
La domanda che cambia la vita non è “si sveglia?”, ma:
Cosa succede dopo il risveglio?
Quanto dura? Con che intensità? E soprattutto: come vi sta facendo sentire?
Il punto non è “eliminare i risvegli”. È interrompere il ciclo che vi sfinisce.
Nel mio lavoro non inseguo la perfezione. Inseguo questo:
- più sicurezza per il bambino
- più riposo per voi
- meno lotta (di notte e di giorno)
E spesso si ottiene non con un grande stravolgimento, ma con una diagnosi semplice e 2–3 aggiustamenti coerenti.
I 3 tipi di risveglio più comuni (e cosa “chiedono” davvero)
Questa mini-mappa ti aiuta tantissimo.
1) Risveglio “fisiologico”
Il bimbo si sveglia, magari vocalizza, si muove, poi si riaddormenta.
Non sempre serve intervenire. È parte del sonno che matura.
2) Risveglio “di bisogno”
Fame (soprattutto nei più piccoli), pannolino, malessere, dentini, caldo/freddo, naso chiuso.
Qui il corpo sta parlando chiaro: aiuto concreto.
3) Risveglio “di regolazione / associazione”
Qui rientrano i risvegli lunghi, ripetuti, che “chiedono” sempre la stessa cosa per ripartire (seno, biberon, braccio, movimento, presenza identica).
Non è manipolazione: è un cervello che dice: “Per tornare a dormire, ho bisogno di quello che conosco.”
E qui entra l’approccio rispettoso: non togliamo supporto, lo trasformiamo.
4 cause “nascoste” di risvegli notturni bambini che spesso nessuno guarda
1) Troppa attivazione serale (la sera “sale”, non scende)
Se la sera è piena di richieste, stimoli, corse, luci forti… la notte lo paga.
Il corpo non “spegne” facilmente. Serve una sorta di scala…dall’attività “forte” diminuendo gradualmente verso la calma.
👉 Qui il blog Routine Serale Bambini e il corso Dalla Cena alla Messa a Nanna sono un pezzo fondamentale: spesso la notte si migliora partendo dalla sera.
2) Sonno diurno non “incastrato” (non sbagliato: incastrato)
Non esiste un numero perfetto di pisolini valido per tutti.
Ma esiste una cosa che vedo spesso: quando di giorno è tutto “a caso”, la notte diventa fragile.
E no: non significa rigidità. Significa ritmo.
3) Calorie e abitudini notturne (fame vs abitudine)
Se il corpo riceve tante calorie di notte per mesi, può diventare normale che le richieda.
È biologia + abitudine + conforto, non “capriccio”.
4) Carico emotivo (suo e tuo)
I bambini assorbono tantissimo. E spesso la notte “scarica” quello che di giorno è rimasto sospeso.
L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù descrive come stress e passaggi evolutivi possano aumentare certi fenomeni notturni (es. incubi).
Nel pratico: una fase emotiva intensa può rendere il sonno più “appiccicoso”.
Mini-diagnosi in 90 secondi
Rispondi a queste 3 domande (senza giudicarti):
- Quando si sveglia, quanto ci mette a riaddormentarsi?
- 1–5 minuti → spesso fisiologico
- 20–60+ minuti → spesso serve un aggiustamento
- Cosa serve sempre per ripartire?
- se serve sempre la stessa cosa → c’è un’associazione/regolazione da trasformare
- Il risveglio è prevedibile (orari simili) o casuale?
- prevedibile → spesso c’è una leva specifica (ritmo, calorie, transizione serale)
- casuale → spesso è attivazione/stress/ambiente/malessere
5 micro-azioni per 7 giorni (senza rivoluzioni)
Scegline solo 2. Meglio poco ma coerente.
1) “Abbassa la sera” di 20%
Luci più basse dopo cena + meno stimoli + una routine che calma.
Non devi fare tutto: devi fare sempre uguale.
2) Fai un piccolo “check del comfort”
Caldo/freddo, naso, pannolino, dentini, reflusso: prima di cambiare strategie, togli i sassolini nella scarpa.
3) Sposta 10% delle calorie di notte verso il giorno (se ha senso per età)
Senza fretta. Senza lotte. Solo un micro-spostamento.
(Questo punto, se il latte è centrale, è esattamente ciò che affrontiamo in modo completo nella guida Stop alle Poppate Notturne.)
4) Allena un “ponte” alternativo (non un muro)
Se oggi per riaddormentarsi serve X, introduci Y insieme a X (voce, mano, respiro, frase fissa).
Poi, gradualmente, Y diventa più presente e X meno centrale.
È un piano rispettoso: cambia l’associazione senza rompere la relazione.
5) Riduci il tuo carico nel momento del risveglio
Se sei sola e sfinita, la notte diventa un “campo minato”.
Prepara in anticipo: acqua, luce soffusa, frasi pronte, decisione semplice (“questa notte faccio così”).
Il tuo sistema nervoso conta.
Una storia vera (quella che succede più spesso di quanto pensi)
Una mamma mi scrisse dopo settimane di notti a pezzi:
“Non so più cosa è fame e cosa è abitudine. Ho paura di sbagliare qualsiasi cosa.”
Nel suo caso, non era “solo latte”. Era un mix:
- sera troppo attiva
- risvegli che chiedevano sempre la stessa sequenza
- mamma in allerta (giustamente) già prima di andare a letto
Abbiamo fatto una cosa semplice: due leve per volta.
Prima: Sistemato il giorno per farsi che la sera fosse più tranquilla.
Poi: costruire un ponte alternativo nel primo risveglio.
Dopo pochi giorni mi ha detto la frase che io considero oro:
“Non è che dorme perfetto. Ma la notte non mi fa più paura.”
E questa, spesso, è la svolta che apre la strada al miglioramento vero.
Errori comuni (fatti con amore) che peggiorano la notte
- Cambiare strategia ogni 2 giorni (il corpo non capisce più cosa aspettarsi)
- Cercare “la tecnica” invece del ritmo (giorno/sera/notte come sistema)
- Intervenire sempre nello stesso modo anche quando il risveglio è chiaramente “fisiologico”
- Oppure il contrario: aspettare sempre quando invece è un risveglio di bisogno
La chiave è: capire che tipo di risveglio è, e rispondere con coerenza.
Vuoi capire quali leve contano di più per voi?
Qui ti lascio due strade semplici.
1) Risorsa gratuita (perfetta per questo tema)
2) Se vuoi un percorso serale che migliora anche la notte
✨ Dalla Cena alla Messa a Nanna
Perché spesso la notte migliora quando la sera smette di “salire”.

Dalla Cena alla Messa a Nanna
Come trasformare la messa a nanna da caos a semplice e serena (in meno di una settimana)
(E se nel tuo caso il tema principale è latte di notte, allora il percorso giusto è quello dedicato — ma intanto parti da chiarezza + prime leve.)
FAQ: domande che ricevo spesso
1) Quante volte è normale che si svegli?
C’è un range enorme. Molti bambini nel primo anno continuano a svegliarsi, e alcune fonti pediatriche lo normalizzano esplicitamente.
2) Se lo aiuto subito, “peggioro”?
Aiutare non rovina. Quello che conta è come e con che coerenza trasformi nel tempo ciò che serve per ripartire.
3) Se mi cerca sempre, è ansia da separazione?
Può esserlo, soprattutto in alcune fasi evolutive.
4) E se mi sembra che peggiori proprio quando “andava meglio”?
Spesso è un passaggio evolutivo o un carico nuovo. Non è un fallimento: è un aggiornamento.
5) Da dove inizio se sono distrutta?
Scegli 2 micro-azioni per 7 giorni. Non tutto. Non perfetto. Solo coerente.




