Sono le 20:15.
Hai già apparecchiato, sparecchiato, pulito… e stai sognando il divano come se fosse una spiaggia ai Caraibi.
Poi arriva lui: il bambino di 2 anni che non vuole dormire.
Corre, ride, scappa dalla stanza, ti chiede “ancora acqua”, “ancora una storia”, “ancora mamma”.
E dentro di te sale quella domanda che fa male: “Perché non dorme? Cosa sto sbagliando?”
Fermati un secondo: non stai sbagliando.
A 2 anni il sonno può diventare difficile per motivi normalissimi di sviluppo, separazione, confini e “energia serale”.
Qui sotto ti spiego cosa sta succedendo e cosa puoi fare già da stasera, senza metodi duri e senza rovinare la relazione.
Risposta veloce?
Se un bambino di 2 anni “non vuole dormire”, di solito non è testardaggine. È una combinazione di orari (sonno/pisolino), bisogno di vicinanza (separazione) e corpo attivato (energia serale + transizioni). In fondo trovi un mini piano: stasera / 3 giorni / 2 settimane.
Bambino due anni non vuole dormire: un esempio
In passato ho lavorato con una mamma che all’epoca aveva un bambino di 2 anni e mezzo. Inizialmente, la famiglia lo metteva a letto verso le 20, ma il bambino a volte non riusciva ad addormentarsi prima delle 22/22:30 di sera. Era estremamente difficile gestirlo, poiché saltava, usciva dalla stanza, piangeva, rideva… insomma, era una vera e propria esplosione di energia ed emozioni, sia per il piccolo che per i genitori. Questa situazione non era sostenibile per la famiglia.
E allora cosa fare? Consideriamo tre aspetti: orari, comportamento e gestione della giornata.
Non è capriccio: è sviluppo
A 2 anni il cervello è in pieno allenamento: autonomia, confini, emozioni grandi, immaginazione che esplode. La sera, quando siete stanchi, tutto questo si sente di più. Il tuo compito non è “vincere la battaglia”, ma guidare la discesa verso la calma. Come insegno nel corso Dalla Cena alla Messa a Nanna.
Bambino due anni non vuole dormire: gli orari
Gli orari durante il giorno sono un fattore che influenza molto questo comportamento. Dobbiamo considerare quanto un bambino può dormire, se gli orari sono sempre diversi, l’orario del pisolino se lo fa ancora, e anche fino a quando dorme di giorno. Quindi, l’equilibrio tra il ritmo circadiano – il nostro orologio interno – e il bisogno fisico di dormire deve essere perfetto per i nostri piccoli. Devono sentirsi fisicamente stanchi e devono anche avere gli ormoni giusti al momento giusto in modo che possano dormire serenamente. Se perdiamo questo momento perfetto, l’addormentamento diventerà difficile.
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In più il nostro ritmo circadiano (orologio interno) promuove un momento di alta energia la sera prima di dormire. Proprio per questo motivo, spesso i piccoli vogliono correre dappertutto o fanno fatica a sedersi. Poi, quando vogliamo metterli a letto, risulta difficile perché non sono abbastanza calmi.
se….allora
- Se il pisolino è tardi o troppo lungo → allora la sera il sonno “non arriva”
- Se la routine inizia troppo presto (quando è ancora “carico”) → allora impazzisce nel letto
- Se la routine è lunga e piena di negoziazioni → allora lui impara che “resistere funziona”
Comportamento
Valutiamo il comportamento. Questo risulta a volte molto difficile per noi genitori specialmente dopo mille richieste. Poi vediamo che hanno sonno e non vogliono dormire. Vediamo anche il risultato il giorno dopo in cui sono nervosi o fanno fatica a svegliarsi. Quindi cosa succede nel comportamento.
Tanti piccoli non vogliono perdere un attimo con noi. Vivono la messa a nanna come un momento di grande separazione e forse questa sensazione è troppo per loro in quel momento. Cercano di allungare il momento il più possibile.
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A volte diventa troppo lungo perché non abbiamo impostato dei limiti durante il giorno e ricevere un “no” alla messa a nanna causa grandi esplosioni di emozioni che noi ovviamente vogliamo evitare.
Se per la maggior parte del tempo sono con i nonni, al nido o alla materna, la sera potrebbe essere un momento in cui siete tutti nello stesso posto. Proprio per questo motivo, tuo figlio cercherà di ritardare il sonno il più possibile, così da riempire il suo bisogno di essere vicini.
Bambino due anni non vuole dormire: la gestione della giornata
Parlando della gestione della giornata, ci sono anche alcuni fattori importanti che possono influenzare la messa a nanna e la durata.
Pensiamo alla cena! Forse è troppo vicino alla messa a nanna oppure troppo tardi? Troppo vicino e non abbiamo abbastanza tempo per digerire, troppo tardi e si rallenta il metabolismo. Considera anche quello che mangia. Ci sono alimenti che favoriscono il sonno e altri da evitare.
Dobbiamo riflettere sul livello di attività durante il giorno e prima di andare a letto. I nostri piccoli in questa fascia di età hanno bisogno di più di 3 ore di movimento fisico. Vostro figlio fa abbastanza esercizio prima della routine pre-nanna?
Infine, potrebbe mancare proprio una routine pre-nanna che favorisca il sonno. Potreste avere una routine già impostata, ma forse non è nell’ordine giusto. Potrebbe essere troppo corta e non riuscire a portare la calma necessaria, oppure troppo lunga.
Cosa fare stasera (3 mosse)
- Scarica il corpo dopo cena (10 minuti)
movimento “pesante” e semplice: spingere cuscini, tirare coperta, portare libri “pesanti”, camminare come animali. - Routine corta, sempre uguale (20–30 min)
stessi passi, stesso ordine, stessa frase finale, un “ci vediamo domani”. - Confine dolce ma fermo
“Io resto qui. Il tuo corpo può riposare. Non è il momento di giocare.”
Cosa fare per 3 giorni
- stesso orario di inizio routine
- pisolino monitorato (durata + fine)
- niente “trattative infinite”: riduci scelte a 2 opzioni
Cosa fare in 2 settimane
- aggiusta orari (pisolini + bedtime)
- costruisci “pienezza di contatto” prima della separazione (10 min di connessione piena)
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