Sonno al nido: come funziona davvero (e cosa possiamo imparare)
Come fanno le educatrici ad addormentare 15 bambini in 10 minuti? Una psicologa perinatale ci svela cosa succede davvero al nido — e cosa possiamo portare a casa.
“Ma come mai al nido si addormenta subito e a casa ci vuole un’ora?”
È una delle domande che mi fanno più spesso. E capisco l’incredulità — perché sembra quasi impossibile. Come fanno tre o quattro educatrici ad addormentare quindici bambini contemporaneamente, in pochi minuti, in un ambiente che non è casa loro?
Ho deciso di rispondere a questa domanda nel modo migliore possibile: chiedendo a una professionista che ci lavora ogni giorno.
Ho contattato la mia amica Giulia Papini, psicologa perinatale e coordinatrice di un asilo nido a Roma, e le ho chiesto di spiegarci esattamente cosa succede durante il momento del sonno al nido — per fascia d’età, con le strategie concrete che usano. Quello che ha scritto per noi è illuminante.
Articolo a cura di Giulia Papini, psicologa perinatale e coordinatrice di asilo nido a Roma. Pagina Facebook · Blog


Come è possibile che si sia addormentato da solo? E come avete fatto a farlo dormire per quasi due ore?
Queste sono solo alcune delle domande che genitori increduli si pongono al termine dell’inserimento al nido dei loro bambini.
Quando si parla di sonno al nido di frequente si osservano facce sorprese e genitori increduli che apprendono che il loro bambino, che solitamente a casa impiega quasi un’ora ad addormentarsi, in asilo ha impiegato solo 10 minuti e abbia persino dormito per ben due ore!!
Allora le domande sorgono spontanee: le educatrici mentono? Hanno qualche arma segreta o pozione magica?
Proviamo a capire insieme cosa succede durante il momento del sonno al nido. In particolare vi spiego come sia possibile che 3-4 educatrici riescano ad addormentare anche 15-16 bambini contemporaneamente.
Sonno al nido: l’importanza della routine
Come sappiamo la routine serale è fondamentale per una buona igiene del sonno. Tuttavia, è altrettanto importante anche quella giornaliera. All’asilo nido sicuramente quest’ultima è scandita in modo puntuale e quanto più possibile uguale nei giorni.
Le differenze che possiamo riscontrare sono in base all’età dei bambini.
Fascia 0-12 mesi
In questa fascia d’età sappiamo che il bambino ha quasi sempre bisogno di un pisolino la mattina e di uno dopo pranzo. Solitamente, se fa ancora un terzo pisolino, questo avviene a casa.
La prima cosa che un’educatrice deve chiedere ai genitori è come il bambino abbia passato la notte. Questo aiuta a comprendere quali saranno i suoi bisogni di riposo durante le ore diurne. Inoltre, è necessario che l’educatrice colga i segnali di stanchezza dei bimbi come sbadigli, rallentamento motorio ecc..
Normalmente, dopo una merenda intorno alle 9.30, la classe dei “lattanti” fa un riposino di circa un’ora. Durante la fase di inserimento si assecondano quelli che inizialmente sono gli orari abituali di ogni bambino. Poi, piano piano si fanno coincidere con quelli della classe (solitamente è un processo spontaneo).
Dopo circa un mese quasi tutti i bambini (solitamente non più di sei) dormono serenamente per circa un’oretta. Naturalmente ognuno con le sue modalità . Chi ama essere coccolato e cullato avrà sicuramente un’educatrice pronta a coccolarlo e troverà nella sdraietta un’ottima soluzione. Chi invece è un po’ più grandicello e ha bisogno di spazi più ampi, viene addormentato nei fouton. Il tutto in un ambiente adeguato caratterizzato da luce soffusa e canzoni della ninna nanna.
Solitamente la routine si ripete dopo il pranzo. L’addormentamento avviene in circa 20 minuti mentre la durata del pisolino dipende da bambino a bambino, solitamente 2 ore. Ovviamente l’educatrice di riferimento rimane sempre nella stanza con i bambini per aiutarli in caso di risveglio e ovviamente per assicurarsi che nessun bimbo si spaventi al suo risveglio non trovandola.

Sonno al nido: fascia 12-24 mesi
In questa fascia d’età è difficile che i bambini dormano anche di mattina. In questo caso infatti la routine giornaliera è scandita da momenti ben precisi quali merenda, attività ludiche, laboratori, igiene personale, pranzo e riposino.
Il sonno al nido è sicuramente anticipato rispetto alla routine di casa e questo inizialmente può essere una novità per i genitori. Nonostante questo però i bambini impiegano pochissimo tempo ad abituarsi. Le attività giornaliere, l’interazione con l’altro rendono sicuramente la giornata del bambino impegnativa e stancante e l’orario delle 12.30 diventa l’ideale per riposarsi e rigenerarsi. Questa ripetitività rende il pisolino atteso e prevedibile. Ogni bambino, infatti, impara molto presto qual è il suo lettino (vengono posizionati appositamente nello stesso luogo ogni giorno) e quale compagno di classe si troverà vicino.
Per quanto riguarda l’addormentamento ci sono dei bambini che necessitano di un contatto con l’educatrice, mentre altri si adagiano autonomamente nel proprio lettino e si addormentano cullati dal suono della ninna nanna. Altri bimbi hanno bisogno di contatto e in quel caso l’educatrice si avvicina a loro e li culla dolcemente fino al completo addormentamento.
Non dimentichiamo il ruolo fondamentale dell’imitazione. Vedere gli altri compagni adagiati nei propri lettini aiuta il bambino a sentirsi sicuro e in un luogo familiare e la calma dell’altro tranquillizza anche lui. Anche in questo caso le educatrici rimangono a vegliare sul sonno dei piccoli e, mano a mano che si svegliano, i bimbi faranno il proprio rientro in classe.
Fascia 24-36 mesi
Questa fascia di età è molto simile in tutto e per tutto alla precedente. Ciò che potrebbe cambiare è la durata del sonno. Solitamente, infatti, i bimbi più grandi hanno una routine consolidata e l’addormentamento è più veloce. Probabilmente però, crescendo, nel bambino diminuirà la necessità di riposo pomeridiano. Sono pochi infatti i bimbi che all’ingresso alla scuola dell’infanzia hanno ancora necessità di dormire dopo pranzo.
In tutti i casi la routine giornaliera dell’asilo aiuta a scandire i tempi nella giornata del bambino rendendo anche l’addormentamento serale più semplice. La giornata in asilo, piena di attività ludiche e di apprendimento, è per i bambini piuttosto impegnativa e necessita di un bel riposo ristoratore che diventa fondamentale per ricaricarsi e per consolidare le capacità cognitive e mnemoniche.
Ricordiamo sempre che il sonno al nido difficilmente potrà essere replicato a casa nelle medesime modalità e tempi. Tuttavia questo non deve spaventarci. Nei week end o nei giorni di festa troveremo sicuramente la modalità giusta di addormentare i nostri piccoli nel pomeriggio come hanno sempre fatto prima dell’ingresso al nido!

Giulia Papini
Psicologa perinatale e
Coordinatrice asilo nido a Roma
Cosa possiamo portare a casa da quello che fa il nido
Leggendo quello che racconta Giulia, emergono alcuni principi che funzionano al nido — e che funzionano anche a casa, quando vengono applicati con coerenza:
La prevedibilità rassicura. Al nido ogni bambino sa qual è il suo lettino, chi avrà vicino, cosa succederà dopo. Quella prevedibilità abbassa l’ansia e facilita il sonno. Lo stesso vale a casa: una routine serale sempre uguale — stessi passi, stesso ordine, stessa frase finale — insegna al cervello del bambino che è ora di dormire.
L’ambiente conta. Luce soffusa, ninna nanna, spazio appropriato — il nido cura l’ambiente del sonno con attenzione. A casa, spesso ci dimentichiamo quanto buio, temperatura e suoni influenzino la qualità dell’addormentamento.
Il timing è tutto. Il nido conosce la finestra di sonno ideale per ogni fascia d’età e la rispetta. A casa, perdere quella finestra — anche solo di 20–30 minuti — può rendere l’addormentamento molto più difficile.
Il nido ha cambiato il sonno di tuo figlio?
L’inizio del nido porta spesso cambiamenti nel sonno — a volte in meglio, a volte con qualche difficoltà di adattamento. Risvegli più frequenti, resistenza alla nanna serale, regressioni temporanee sono tutte risposte normali a un cambiamento importante nella giornata del bambino.
Se stai attraversando questa fase e vuoi un supporto per ritrovare un sonno più stabile, ho tre risorse pensate esattamente per questa fascia d’età:
👉 Iniziare il Nido + Sonno — workshop €26 → Il workshop pratico per accompagnare l’inserimento al nido senza che il sonno vada in pezzi — e senza che tu vada in pezzi con lui.
👉 Sogni che Crescono — il corso per bambini 5–24 mesi → Il percorso completo per lavorare su routine, pisolini e sonno notturno nella fascia del nido.
👉 Ansia da Separazione sotto i 2 anni — guida completa €26 → una lezione interattiva per genitori di bambini 0-24 mesi. Ansia da separazione: di notte, di giorno, al nido, con babysitter o nonni.
Oppure prenota una chiamata conoscitiva gratuita — parliamo della situazione specifica del tuo bambino.
Articoli correlati
- Da quando va al nido non dorme più: cosa fare? →
- Bambino due anni non vuole dormire: cosa sta chiedendo davvero →
- Bambino dorme troppo pomeriggio: cause, soluzioni e quando preoccuparsi →
- Ansia da separazione e risvegli notturni: come riconoscerla e cosa fare →
- Regressione del sonno 2 anni: cosa succede davvero →
Domande frequenti (FAQ)
Al nido agiscono almeno tre fattori potenti: la routine giornaliera rigidamente prevedibile, l’imitazione dei compagni che crea un effetto di “contagio del sonno”, e la stanchezza fisica e cognitiva di una giornata intensa di attività. Tutti e tre sono replicabili a casa — con una routine coerente, un ambiente ottimizzato e il timing giusto.
Sì — sia positivamente che negativamente. Una giornata ben strutturata al nido con pisolino al momento giusto spesso migliora anche il sonno notturno. Viceversa, un pisolino troppo lungo o troppo tardivo al nido può ritardare l’addormentamento serale. Comunicare con le educatrici sugli orari del pisolino è sempre utile.
Sì — è molto comune nelle prime settimane di inserimento. Il nido è una grande novità emotiva: nuove persone, nuovi spazi, separazione dalla mamma. Il bambino spesso “scarica” questa tensione di notte, cercando più vicinanza. Di solito migliora spontaneamente entro 4–6 settimane quando la routine del nido si consolida.
Il segreto non è replicare il nido esattamente — ma usare gli stessi principi: stesso orario del pisolino, stesso ambiente (buio, rumore bianco, lettino), stessa sequenza di azioni prima del sonno. La prevedibilità funziona a casa come al nido — richiede solo coerenza.
In genere tra i 3 e i 4 anni la maggior parte dei bambini riduce progressivamente il pisolino pomeridiano. L’ingresso alla scuola dell’infanzia di solito coincide con l’eliminazione naturale del pisolino — anche se alcuni bambini ne hanno ancora bisogno fino ai 5 anni.
Hai trovato utile questo articolo?
Condividilo con una mamma che si sta chiedendo come mai al nido funziona e a casa no.
