Sonno del Bambino da 5 a 24 Mesi:
La Guida Completa
Tra i 5 e i 24 mesi il sonno del bambino cambia moltissimo. In genere dorme 11–16 ore nelle 24 ore, passa da 3 pisolini a 1 e spesso si sveglia ancora di notte: è normale e non significa che stai sbagliando qualcosa. Si può aiutare il sonno con dolcezza, rispettando i bisogni di vicinanza del bambino, senza mai lasciarlo piangere da solo.
Di Christina Lubrano, holistic sleep coach certificata (OCN Level 6) · Aggiornato a settembre 2026

In breve
Tra i 5 e i 24 mesi un bambino dorme in media 11–16 ore nelle 24 ore e passa da 3 pisolini a 1. Svegliarsi ancora di notte è normale: a 6 mesi circa un bambino su tre si sveglia ogni notte e i risvegli calano gradualmente. Salti di sviluppo, ansia da separazione e nuove conquiste motorie spiegano gran parte delle notti difficili, e si attraversano con routine, vicinanza e piccoli passi, senza lasciarlo piangere.
Se il tuo bambino dormiva bene e all’improvviso ha ricominciato a svegliarsi, o se non ha mai dormito più di qualche ora di fila, sappi una cosa: non sei sola. Questa è la fascia d’età in cui ricevo più richieste d’aiuto, perché è quella in cui il sonno cambia più in fretta. In questa guida trovi cosa aspettarti mese per mese, cosa dice davvero la ricerca e come accompagnare il tuo bambino verso notti più serene, con strategie dolci e basate sull’attaccamento.
Quanto dorme un bambino tra 5 e 24 mesi?
Secondo il consenso dell’American Academy of Sleep Medicine, i bambini tra 4 e 12 mesi hanno bisogno di 12–16 ore di sonno nelle 24 ore (pisolini compresi), mentre tra 1 e 2 anni il fabbisogno scende a 11–14 ore. Sono intervalli ampi, perché ogni bambino è diverso: conta più come si comporta di giorno che il numero esatto sull’orologio.
| Età | Sonno totale (24 ore) | Pisolini (indicativi) | Cosa succede spesso |
|---|---|---|---|
| 5–6 mesi | 12–16 ore | 3 pisolini | Nuova organizzazione del sonno, primi cibi solidi, poppate notturne ancora frequenti |
| 7–9 mesi | 12–16 ore | da 3 a 2 pisolini | Gattonare, stare seduto, primi segnali di ansia da separazione |
| 10–12 mesi | 12–16 ore | 2 pisolini | Mettersi in piedi, primi passi, forte bisogno di vicinanza |
| 13–18 mesi | 11–14 ore | da 2 a 1 pisolino | Camminare, prime parole, desiderio di autonomia |
| 19–24 mesi | 11–14 ore | 1 pisolino | Esplosione del linguaggio, emozioni intense, a volte resistenza alla nanna |
Finestre di veglia indicative da 5 a 24 mesi
Quanto tempo riesce a stare sveglio il tuo bambino prima del prossimo sonno? Ecco gli intervalli che osservo più spesso. Se si addormenta a fatica o si sveglia dopo 30–45 minuti, prova ad anticipare o posticipare di 15 minuti.
Una premessa
Prima dei numeri, una premessa: le tabelle delle finestre di veglia non mi piacciono e non penso che siano sempre giuste. Non tengono conto del fatto che ogni bambino ha un bisogno di sonno diverso. Prendile solo come una linea guida: i segnali del tuo bambino (sbadigli, sguardo perso, irrequietezza, l’umore al risveglio) contano sempre più dei minuti.
| Età | Finestra di veglia | Pisolini |
|---|---|---|
| 5–6 mesi | 1,5–2,5 ore | 3 pisolini |
| 7–9 mesi | 2–3 ore | da 3 a 2 pisolini |
| 10–12 mesi | 2,5–3,5 ore | 2 pisolini |
| 13–18 mesi | 3–5 ore | da 2 a 1 pisolino (spesso tra 14 e 18 mesi) |
| 19–24 mesi | 5–6 ore | 1 pisolino dopo pranzo |
Intervalli indicativi, non regole: il temperamento, la qualità della notte e la giornata (nido, malattie, salti di sviluppo) li fanno variare.
Una revisione sistematica sui modelli di sonno “normali” ha mostrato che anche tra 1 e 2 anni fino a 2–2,5 risvegli per notte rientrano nella variabilità tipica. Il sonno di un bambino non è una linea retta: si consolida a ondate, con passi avanti e piccoli passi indietro.
I risvegli notturni sono normali?
Sì, nella grande maggioranza dei casi. È una delle cose che più rassicurano le mamme che accompagno, e i dati lo confermano:
- In uno studio su 715 bambini tra 6 e 12 mesi, quasi 8 su 10 si svegliavano almeno una volta per notte e 6 su 10 facevano ancora almeno una poppata notturna.
- Uno studio canadese pubblicato su Pediatrics ha rilevato che tra il 28% e il 57% dei bambini di 6 e 12 mesi non dormiva 6–8 ore di fila, senza differenze nello sviluppo mentale e motorio rispetto a chi dormiva di più.
- Una ricerca che ha seguito oltre 1.200 bambini fino ai 3 anni ha visto che circa 1 bambino su 3 a 6 mesi si svegliava tutte le notti: i risvegli diminuivano con calma, fino a circa una notte a settimana verso i 2 anni. E soprattutto, i risvegli non erano legati alla qualità dell’attaccamento.
Tradotto: se il tuo bambino di 8 mesi si sveglia ancora, non hai “creato un vizio” e non c’è niente di rotto. Il sonno notturno continuo è una tappa che arriva con i tempi di ciascun bambino. Il nostro compito non è forzarla, ma creare le condizioni perché arrivi con serenità.
Perché il sonno cambia così tanto in questa fase
Il cervello cresce a salti
Tra i 5 e i 24 mesi il cervello del bambino fa passi da gigante. Il modello di The Wonder Weeks descrive questi momenti come “salti di sviluppo”: periodi in cui il bambino percepisce il mondo in modo nuovo e può essere più irrequieto, più appiccicoso e dormire peggio per qualche giorno o settimana. Le età dei salti sono indicative e la ricerca indipendente su questo modello è ancora limitata, ma molte famiglie lo trovano una chiave di lettura utile: il sonno disturbato spesso è il segno di una crescita, non di un problema.
Le grandi conquiste motorie
Uno studio che ha monitorato il sonno di bambini dai 5 agli 11 mesi con l’actigrafia ha osservato che l’inizio del gattonamento coincideva con un aumento dei risvegli lunghi. Lo stesso accade spesso quando il bambino impara a mettersi in piedi o a camminare: il cervello “ripassa” di notte ciò che sta imparando di giorno. È normale trovarlo seduto o in piedi nel lettino alle due di notte.
L’ansia da separazione
Intorno agli 8–10 mesi il bambino capisce che mamma e papà esistono anche quando non li vede, e che possono allontanarsi. Da questa scoperta nasce l’ansia da separazione, che spesso si fa sentire proprio la sera e di notte. Secondo la teoria dell’attaccamento di Gordon Neufeld, il sonno è a sua volta una forma di separazione: un bambino si abbandona al sonno quando si sente profondamente al sicuro nella relazione con chi si prende cura di lui. Per questo, nei periodi di ansia da separazione, la risposta più efficace non è allontanarsi, ma offrire più connessione durante il giorno e più prevedibilità la sera.
Se vuoi approfondire, leggi anche ansia da separazione e sonno.
Le “regressioni” del sonno tra 5 e 24 mesi
Si parla spesso di regressioni a 6, 8–10, 12, 15 e 18 mesi. Io preferisco chiamarle progressioni: il sonno sembra peggiorare perché il bambino sta facendo un salto in avanti. Di solito durano da qualche giorno a qualche settimana e passano più in fretta se manteniamo una routine stabile e rispondiamo ai bisogni del bambino senza stravolgere tutto.
- Sonno a 5 mesi: cosa cambia (e perché non è una regressione)
- Regressione del sonno a 9 mesi
- Regressione del sonno a 12 mesi
- Regressione del sonno a 15 mesi
- Regressioni del sonno e salti di sviluppo
Per il quadro completo di tutte le età c’è la guida completa alle regressioni del sonno.
I pisolini: da 3 a 1
I pisolini non sono “tempo perso”: aiutano il bambino a consolidare ciò che impara. In uno studio su bambini che avevano appena iniziato a camminare, quelli che facevano un pisolino dopo aver imparato un nuovo compito motorio lo risolvevano meglio al test successivo rispetto a chi restava sveglio.
Le transizioni tipiche sono due:
- Da 3 a 2 pisolini, spesso tra i 6 e i 9 mesi: il terzo pisolino, quello del tardo pomeriggio, diventa sempre più difficile e il bambino arriva comunque sereno alla sera.
- Da 2 a 1 pisolino, spesso tra i 12 e i 18 mesi: il bambino rifiuta il pisolino del mattino o quello del pomeriggio per più giorni di fila. Durante il passaggio può servire anticipare un po’ la nanna della sera.
Le transizioni si fanno con gradualità, alternando per qualche settimana giorni con più pisolini e giorni con meno. Se i pisolini sono la vostra sfida principale, la guida Nanne Diurne Serene ti accompagna passo dopo passo.
Le poppate notturne
A 5–6 mesi molte poppate notturne rispondono ancora a un bisogno reale di nutrimento, di conforto o di entrambi. Con l’introduzione dei cibi solidi alcune si riducono in modo naturale, ma non esiste un’età in cui “devono” sparire.
La ricerca aggiunge due informazioni preziose. La prima: tra i 6 e i 12 mesi i bambini allattati al seno non si svegliano più spesso di quelli nutriti con latte artificiale. La seconda: i bambini che assumono più latte o più pasti durante il giorno tendono a fare meno poppate notturne, ma non si svegliano di meno. Il cibo da solo non “risolve” il sonno, perché i risvegli hanno spesso radici diverse dalla fame.
Quando tu e il tuo bambino siete pronti, le poppate notturne si possono ridurre con gradualità, senza lasciar piangere nessuno. Ne parlo in poppate notturne: fame, abitudine o sicurezza? e nella guida Stop alle Poppate Notturne.
Dove dorme: lettino, sonno condiviso, cameretta
Non esiste un unico posto “giusto” in cui far dormire un bambino: esiste il posto sicuro che funziona per la vostra famiglia.
- Sicurezza prima di tutto. Le linee guida della Lullaby Trust raccomandano di mettere il bambino a dormire sulla schiena, su un materasso rigido e piatto, senza cuscini, paracolpi o peluche, in un ambiente senza fumo e con una temperatura non troppo calda.
- Il sonno condiviso. Le ricerche dell’antropologa Helen Ball e di James McKenna mostrano che molte mamme che allattano dormono con il proprio bambino, e che la condivisione del letto si associa a un allattamento più lungo. Se scegliete il sonno condiviso, è importante farlo in modo informato ed evitare le situazioni rischiose: mai sul divano o in poltrona, mai dopo aver bevuto alcol o assunto farmaci che danno sonnolenza, mai in presenza di fumo.
- Lettino o letto grande? Uno studio su quasi 2.000 bambini tra 18 e 36 mesi ha osservato che chi dormiva ancora nel lettino con le sponde si addormentava prima e si svegliava meno di chi era già passato al letto grande. Non c’è fretta: spesso conviene aspettare che il bambino sia pronto, anche verso i 3 anni.
Se state pensando al passaggio nella sua stanza, la guida Nella Sua Cameretta accompagna il cambiamento con dolcezza. Per il lettino leggi anche bimbo di 1 anno che non dorme nel lettino.
La routine della sera: connessione prima del sonno
In questa fascia d’età la routine serale è uno degli strumenti più potenti che hai. Non serve che sia lunga o perfetta: serve che sia prevedibile e piena di connessione. Daniel Siegel e Tina Payne Bryson spiegano che un bambino si calma più facilmente quando si sente prima accolto e compreso, e solo dopo guidato. Deborah MacNamara ricorda quanto il gioco sia il modo naturale in cui i bambini scaricano le tensioni della giornata.
Una sequenza semplice può essere:
- Cena e un momento di gioco calmo insieme, magari un gioco che fa ridere.
- Bagnetto o una breve pulizia, pigiama, luci più basse.
- Latte, coccole e un libro, sempre nello stesso ordine.
- La canzone o la frase della buonanotte, e il tuo accompagnamento verso il sonno.
Nel mini corso Dalla Cena alla Messa a Nanna trovi la sequenza completa, passo dopo passo. Per un esempio concreto leggi anche la routine della nanna a 6 mesi.
Come aiutarlo a dormire meglio, senza lasciarlo piangere
Il mio approccio non prevede mai il pianto controllato né i metodi di estinzione. Il sonno migliora quando il bambino si sente al sicuro, e la sicurezza nasce dalla relazione. Ecco da dove partire:
- Osserva prima di cambiare. Per qualche giorno annota orari di sonno, pisolini, poppate e risvegli. Spesso lo schema si vede da solo.
- Cura le finestre di veglia. Un bambino troppo stanco fa più fatica ad addormentarsi e si sveglia di più. Anche un bambino troppo poco stanco, però, resiste alla nanna.
- Riempi il “serbatoio” di connessione di giorno. Più tempo di qualità, contatto e gioco durante la giornata significa meno bisogno di cercarti di notte.
- Cambia una cosa alla volta, con gradualità. Se vuoi modificare il modo in cui si addormenta, fallo a piccoli passi, restandogli accanto, e dagli il tempo di abituarsi.
- Prenditi cura anche di te. Un genitore riposato e sostenuto è la base più solida per il sonno di tutta la famiglia.
Quando chiedere aiuto
Parlane con il tuo pediatra se il bambino russa forte o sembra fare pause nel respiro durante il sonno, se ha segni di reflusso, allergie o dolore, o se non cresce come dovrebbe. Un sonno molto disturbato a volte ha una causa fisica da escludere.
E chiedi aiuto anche quando la stanchezza pesa troppo, anche se “è tutto normale”. Non devi aspettare di non farcela più. Puoi iniziare dal test gratuito “Da dove iniziare”, seguire il corso Sogni che Crescono, pensato proprio per questa fascia d’età, oppure lavorare con me in una consulenza 1:1.
Domande frequenti
A che età un bambino dorme tutta la notte?
Non esiste un’età uguale per tutti. Molti bambini tra 6 e 12 mesi si svegliano ancora almeno una volta per notte e, in una grande ricerca, circa un terzo dei bambini di 6 mesi si svegliava tutte le notti. Nella maggior parte dei casi i risvegli diminuiscono gradualmente entro i 2 anni.
È normale che a 8–9 mesi si svegli più di prima?
Sì. In questa fase si sommano spesso nuove conquiste motorie, come gattonare o mettersi in piedi, e l’ansia da separazione. Sono cambiamenti positivi che possono disturbare il sonno per qualche settimana.
Quanti pisolini deve fare a 1 anno?
Di solito 2, ma tra i 12 e i 18 mesi molti bambini passano gradualmente a un solo pisolino. Osserva il suo umore: se arriva sereno a sera con un pisolino in meno, probabilmente è pronto.
Devo togliere le poppate notturne a 6 mesi?
Non c’è un obbligo. A 5–6 mesi molte poppate notturne rispondono ancora a un bisogno reale. Quando tu e il bambino siete pronti, si possono ridurre con gradualità e senza pianto.
Dormire nel lettone rovina il sonno?
No, il sonno condiviso non “rovina” il sonno se è una scelta che funziona per la vostra famiglia ed è praticato in sicurezza. Molte famiglie che allattano lo scelgono in modo naturale. L’importante è evitare le situazioni rischiose e cambiare solo se e quando lo desiderate.
Fonti scientifiche
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